13. DISCROMIE, ETEROCROMIE E CONFLITTI DEL SÈ (ES/EGO/OS/ SUPER EGO) | adACQUA
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13. DISCROMIE, ETEROCROMIE E CONFLITTI DEL SÈ (ES/EGO/OS/ SUPER EGO)

marzo 06, 2012  Author: admin Category: Iridologia Psicosomatica   0 Comments

Daniele Lo Rito e Lucio Birello propongono un’interpretazione dei segni iridologici che rilevino le tendenze psichiche profonde derivanti da traumi non risolti. Queste situazioni “pulsionali”possono essere registrate dall’ipotalamo come situazioni di pericolo per l’equilibrio generale con conseguente attivazione di meccanismi di resistenza allo stress.Questo studio inizia nel 1993 con la pubblicazione del libro, da parte del dott. Daniele Lo Rito, del libro Il Cronorischio, che propone le proiezioni di Ego, Super Ego, Es e Os a livello irideo. Lo studio iridologico delle energie che agiscono sulle strutture psichiche è stato invece presentato per la prima volta dal dott.Lucio Birello nel 1998 in un incontro di Iridologia svoltosi a Torino.Per comprendere questo metodo di indagine è opportuno rivolgere la nostra attenzione anzitutto alla struttura psichica.

Chiarita questa suddivisione, si potrà passare a un’altra importante distinzione: quella di Animus e Anima , che vedremo analizzando le differenze tra iride destra e iride sinistra.

Dopo la scoperta dell’inconscio, Freud rinnega la concezione intellettualistica dell’Io come un’unità semplice e riconducibile all’Io cosciente. Sostiene, invece, che la psiche un’unità complessa, costituita da precisi componenti diversamente ordinati e dotati di funzioni differenti: i cosiddetti “luoghi della psiche”, intesi metaforicamente come sue divisioni.

Nel corso della sua carriera, Freud elaborò due topiche (studi sui “luoghi della psiche”, i topoi):

1. Prima Topica (nel capitolo VII dell’Interpretazione dei sogni, 1900): i topoi della psiche sono Conscio, Preconscio ed Inconscio.
2. Seconda Topica (dal 1920): i topoi della psiche sono Es, Ego e Super Ego. Fu la più rilevante e famosa delle due topiche.(N.B. i luoghi della prima topica non corrispondono ai luoghi della seconda, avendo le due topiche diversi criteri di divisione e finalità. Bisogna quindi evitare di confonderle, oppure di far corrispondere i termini dell’una a quelli dell’altra).

La seconda topica incontrò molto successo nei seguaci di Freud, e divenne, così, quella definitiva. Vediamola in dettaglio.

* Es: un termine tedesco che indica il pronome personale neutro di terza persona singolare. Freud lo definisce “un calderone di impulsi ribollenti”; la sede degli stimoli umani. Non conosce «nè il bene, nè il male, nè la moralità», ma obbedisce unicamente «all’inesorabile principio del piacere». E’ aspaziale e atemporale, ed in esso impulsi contraddittori convivono l’uno accanto all’altro.
* Super- Ego: la “coscienza morale”, l’insieme delle proibizioni derivate all’individuo dall’educazione, dalla società; il luogo della moralite delle inibizioni: è, insomma, la parte censoria della psiche . «Il Super Ego il successore rappresentante dei genitori (ed educatori)».
* Ego: la parte organizzata della psiche, che deve fare i conti con i suoi tre “padroni”: l’Es, il Super-Ego e la realtà esterna. Deve equilibrare le pressioni, che derivano dall’Es e dal Super-Ego, di natura opposta. Deve stabilire l’armonia tra le forze e gli impulsi che agiscono in lui e su di lui. Freud afferma: “Spinto dall’Es, stretto dal Super Ego, respinto dalla realtà, l’Ego lotta per venire a capo del suo compito economico di stabilire l’armonia”.(N.B.

E’ importante notare che il tipo di rapporto tra l’Ego e gli altri luoghi della psiche determina la condizione di normalità o di nevrosi: un individuo il cui Ego riesca a gestire il conflitto tra Es e Super Ego è un individuo normale, mentre in determinati individui l’Es è più forte del Super-Ego o viceversa e questo genera nevrosi o altri squilibri psicosomatici.

Accanto a questi 3 strutture del SE’, si può prendere in considerazione un’altra componente, OS, che rappresenta la forza della persona di affrontare il mondo. Il suo nome deriva dall’abbreviazione del verbo “osare” e sta ad indicare l’interazione tra il sé e l’ambiente, la componente che permette di uscire da se stessi per affrontare il mondo.
In Iridologia, Daniele Lo Rito e Lucio Birello stabiliscono la proiezione di queste 4 componenti così come nella figura.
Sia nell’iride dx, sia in quella sx l’Es si colloca nella parte inferiore ( pulsioni che salgono verso l’alto) e il Super Ego nella parte superiore (controlla dall’alto), l’EGO nella parte nasale ( la parte più interna del sé), l’OS nella zona temporale in quanto è la zona che più si fonde con l’inconscio collettivo junghiano.

Discromie e/o eterocromie collocate in una delle 4 zone sovraindicate, sicuramente indicano uno squilibrio pertinente una determinata “zona” del Sè, una “prevaricazione” di una zona sulla altre.

La discromia anulare (una delle più frequenti) può suggerire un particolare tipo di lettura, proposta dal dott. Ellero.In questo caso. le 4 zone non sono più da vedersi distribuite in 4 settori dell’iride, ma in 4 anelli, di cui il più interno collocabile (ES) a livello dell’anello gastro-intestinale, l’EGO nella siepe, l’OS e il SUPER-EGO nella zona ciliare.

“Nell’Iridologia classica l’intestino è posto, dal punto di vista topografico, nel secondo cerchio subito prossimo all’anello gastrico, fino alla siepe.In questa zona si può constatare la presenza, largamente diffusa, di debolezze, lacune, difetti, cripte, pigmenti, DISCROMIE, raggi riguardanti i settori intestinali.

Si può notare come l’iride mista (essenzialmente verde) sia costituzionalmente la più armonica in quel settore, mentre l’ematogena (marrone) appaia la più predisposta all’attività fermentativa e all’irritazione della parete intestinale, anche per via di una flora batterica che tende facilmente al disordine; anche l’iride linfatica (azzurro-grigia), notoriamente la più fragile dal punto di vista nervoso, pare alquanto soggetta a spasmi del sistema digestivo: del resto, è molto raro trovare una buona tenuta emotiva nelle iridi linfatiche e, come si sa, la tensione e il nervosismo influenzano direttamente il nostro sistema digestivo, la nostra capacità di assorbimento, metabolizzazione e scarto del nutrimento che riceviamo dal mondo.

Dunque, sebbene costituzionalmente l’iride ematogena sembri essere più esposta a problemi nel settore digestivo, è pure vero, per quanto detto in precedenza, che l’iride linfatica lo è altrettanto. La biliare mista invece, più esposta a livello cardiaco, pare essere, sotto questo riguardo, più solida.

LA CHIAVE SIMBOLICASimbolicamente, l’IRRITAZIONE DEL COLON rappresenta un eccesso di fuoco e, per ovvia deduzione, una carenza d’acqua.Tanto l’acqua quanto il fuoco, dal punto di vista simbolico, rappresentano sia la polarità essenziale della vita, sia due elementi purificatori. In particolare, l’acqua evoca soprattutto una dimensione di umiltà, di veridicità; è un richiamo primario alla religiosità: si pensi al senso dell’acquasantiera nel mondo cristiano e dell’abluzione nell’Islam.Il fuoco, invece, rappresenta per antonomasia una purificazione a carattere trasformativo: il fuoco è trasmutazione, il fuoco brucia la forma per donare l’essenza, il fuoco purifica in quanto trasforma.

Ora, se questa qualità trasformante dell’elemento fuoco è particolarmente attiva proprio in quel tratto dell’organismo in cui viene anche creato il nostro scarto – che è anche un dono da porgere al mondo – non possiamo non riconoscere in tutto ciò una grande VOLONTA’DI PURIFICAZIONE.Ma purificazione da che cosa? viene da chiedersi. Evidentemente, l’intelligenza intuitiva viscerale rileva la presenza di “parti sporche”, cioè di parti che, in quanto vissute come tali, produrranno a livello dell’Io, di mente pensante, un più o meno marcato senso di colpa. Il senso di colpa sembra infatti essere il motivo comune alla colite. Le feci possono pertanto rappresentare il deposito simbolico di una parte “sporca”, di un desiderio “non giusto”: io sono una tossina, mi vivo come tale, dunque accendo un fuoco per purificare il mio deposito, per trasformare una arte di me che non può essere accettata dalla mia razionalità.Ma questo anelito purificatorio è eccessivo, è in realtà una scelta imposta dalla mente razionale al punto tale da risultare coercitiva e lesiva.In altre parole, un desiderio profondo non può essere represso dalla morale di un Super Ego castrante (simbolo di un severo Dio veterotestamentario, definitivamente superato dalla pietas del Cristo), ma deve essere compreso e rielaborato dalla coscienza come un richiamo della propria componente emotivo-viscerale.Non a caso, nelle patologie del colon sono presenti, nella stragrande maggioranza dei casi, insicurezza, basso livello di autostima, timore, nonché scarsa consapevolezza della propria sessualità che può condurre a frustrazione, inibizioni, frutto di una morale troppo rigida, difficoltà d’intesa con il partner, emozioni represse.È come se la volontà di esplosione del proprio femminile, la propria creatività, fosse parzialmente o completamente bruciata da un fuoco troppo intenso, da un anelito di purezza eccessivo.

In termini psicoanalitici si potrebbe dire che l’Es viene soffocato dal Super-Ego. Si tratta, in ultima analisi, di una femminilità in parte bloccata, di una creatività che non trova valvola di sfogo. Il fuoco, come insegna la medicina tradizionale cinese, è l’elemento analogico del cuore, è lo yang dello yang, è la pulsione verso il cielo, è l’attività estroversa, l’elemento maschile per definizione.Dunque, un eccesso dell’elemento yang all’interno di un organo yin (l’intestino, si ricordi, è yin) può portare all’estremo, per esempio alla colite ulcerosa, alla consumazione e alla distruzione dell’elemento yin, della femminilità.Per questo, nel caso di colon irritabile, oltre ad agire con classici rimedi naturali sintomatici, ma anche “intelligenti” della medicina olistica, è altrettanto fondamentale lavorare sul recupero e sull’espressione della femminilità.”( Enea ELLERO)

 

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